Concludiamo la presentazione delle quattro lance pantesche
ALBA
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La storia di Alba è veramente emozionante. Uscita dal cantiere di Francesco Valenza nel 1992 commissionata dall’armatore dott.Mimmo Ganci curiosamente” buccò” alla prima uscita in mare.Tifosi e avversari allibiti ricamarono leggendari corredi!!Erano i favolosi anni della frenesia velica sull’isola. Posso affermare, avendo calcato per decenni la scena velica mondiale,che in pochi luoghi del globo si sia assistito ad un evento tale. Una malattia così per la vela si è riscontrata all’epoca dei Clipper quando grandi armatori inglesi facevano a gara a costruire mezzi sempre più veloci per importare all’altro emisfero prodotti e derrate quali lana o thè,oppure recentemente in Nuova Zelanda per la coppa America…… Insomma a Pantelleria il morbo aveva contagiato tutti ,e noi regatanti , quali fantini di palio, applauditi o sbeffeggiati ad in ogni occasione ce ne pavoneggiammo.E’ stata un epoca in dimenticabile ,e in un certo senso irripetibile. Torniamo ad Alba. Timonata per anni da Paolo Formentini ha strabiliato spesso per le sue performances,anche se in alcune condizioni mostrava dei limiti.Son passati gli anni e forse scemando l’entusiasmo Alba dopo varie vicissitudini e ritocchi ha visto declinare la sua fama, fino a che in una sfortunata e difficile regata, forse osando troppo e in mano a giovani troppo inesperti si è infranta sugli scogli . Era il 2006 e si sarebbe potuto pensare ad una fine come tante di tante barche, la storia ne è costellata. Nel frattempo era cresciuta la passione ,forse anche qui possiam parlare di malattia,ad un silenzioso ma determinatissimo pantesco doc; Gaetano Valenza ,Tano per tutti. Tano nel 2007 raccoglie i cocci di Alba e senza tanti clamori la rende di nuovo alla vita , trattandola con la delicatezza di cui solo lui è capace. L’anno 2008 Alba scende di nuovo in lizza e si presenta lucida come un destriero sulla linea di partenza. Ho avuto il privilegio di esserne il timoniere fin da subito e di dare qualche consiglio sull’armo e sulla attrezzatura di coperta. Con Fausto De Luca e Tano ,l abbiamo provata,l’abbiamo messa in assetto , assaporata come un gelato e studiata nelle varie andature.Era sicuramente troppo neutra alla barra, soprattutto con vento forte non reagiva all’orza come volevamo. Finalmente dopo qualche prova non brillante abbiamo capito che l’albero aveva bisogno di essere appoppato. Due centimetri indietro zeppandolo da prua e come per magia Alba è ripartita diventando una delle imbattibili della scorsa stagione. Partiamo per La Spezia emozionati ma con un grande macigno sullo stomaco, Tano infatti rimarrà a Pantelleria , come sempre vuol rimanere dietro le quinte, come i grandi registi che mai appaiono lasciando la ribalta ai più estroversi attori. Fausto ed io avremo come terzo lassù in Liguria Lorenzo Sole gi&agrav e; abile compagno di tante regate pantesche.E come quarto la forza segreta di Tano dalla lontana Pantelleria.
Alberto Zaccagni
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